| Autore |
Messaggio |
| G.R. |
| Messaggio 7107 del 20.10.2009, 15:28 |
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Ritengo opportuno portare all'attenzione il trafiletto comparso su Tenews poichè su questo blog viene completamente ignorato. Personalmente apprezzo molto l'iniziativa come e sopratutto la civile disponibilità a collaborare da parte della minoranza. Perchè questo silenzio da parte dei Riesi? Perchè questa incapacità di esprimere apprezzamento per un gesto che va nella direzione giusta di una sana Politica per amministrare la cosa pubblica? E' mai possibile che siamo capaci di intervenire solo per attaccare qualcuno o qualcosa?
Ricordiamoci che i migliori risultati si ottengono solo collaborando sulle cose che si condividono e trovando l'accordo onorevole su quelle che ci dividono.
Grazie a Danilo e grazie ad Umberto!
G.R.
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COMMISSIONI CONSILIARI RIO ELBA, INTESA BIPARTISAN
NADIA MAZZEI E MASSIMILIANO GATTOLI PRESIDENTI, BASILI E SPANU VICE
Nadia Mazzei e Massimiliano Gattoli sono stati nominati presidenti delle due commissioni previste dal nuovo regolamento del Consiglio Comunale. La prima per l’urbanistica, ambiente, infrastrutture, viabilità e mobilità, il secondo, per gli affari istituzionali, bilancio, demanio e patrimonio, tempo libero, sanità e politiche sociali.
Un voto unanime che ha visto uniti maggioranza e minoranza e che ha consentito la elezione dei vicepresidenti Umberto Basili e Pina Spanu in rappresentanza dell’opposizione.
Sulle materie di competenza del Consiglio comunale, le Commissioni esprimono preventivamente il loro parere che deve essere verbalizzato e riportato su eventuali delibere consiliari. Le sedute sono pubbliche, salvo nei casi in cui si discuta di persone.
Per l’esame di specifici argomenti possono essere invitati gli amministratori e i dirigenti comunali, oltre che i rappresentanti di istituzioni, aziende, società, forze sociali, politiche ed economiche. Dopo l’insediamento dei comitati di quartiere e la istituzione della consulta del volontariato si allarga il campo degli strumenti di democrazia partecipativa di cui si avvale la pubblica amministrazione di Rio nell’Elba.
lunedì 19 ottobre 2009 - 02.11
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DARIO FRANCESCHINI SEGRETARIO |
Messaggio 7106 del 20.10.2009, 15:09
Provenienza: ISOLA D'ELBA |
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E' IMPORTANTE VOTARE ALLE PRIMARIE DI DOMENICA PROSSIMA E LO E' ANCORA DI PIU' VOTARE L'UNICA LISTA NAZIONALE CHE VEDE LA PRESENZA DI UN ELBANO OSSIA QUELLA CHE SOSTIENE DARIO FRANCESCHINI |
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| Verità |
Messaggio 7105 del 19.10.2009, 19:27
Provenienza: Chiostra |
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| Caro Rivus, chi è stato grande tale resterà. Hai ragione quando dici che qualche ometto ha sparato cannonate, ma chi è piccolo e meschino tale resta, mentre non resterà niente nella memoria dei riesi ,di colui che altro non ha fatto che arrampicarai , con tutti i mezzi illeciti di cui ha potuto usufruire. Cavalli di razza si nasce non si diventa. |
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| STAFF RIOBLOG |
Messaggio 7104 del 19.10.2009, 17:57
Provenienza: RIO ELBA |
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| LO STAFF DEL RIOBLOG E' VICINO ALLA FAMIGLIA DI YURY TIBERTO PER L'ENORME TRAGEDIA AVVENUTA OGGI POMERIGGIO A MARINA DI CAMPO |
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| marcello e mary squarci |
Messaggio 7103 del 19.10.2009, 14:53
Provenienza: porto azzurro |
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Marcello e Mary, Ringraziano i Ragazzi/e del Coro, Don Leonardo, Don Fabio, e Tutti i Riesi che ieri hanno partecipato al loro Matrimonio, nella Chiesa dei Santi Giacomo e Quirico.
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Commento dello Staff del RioBlog del 19.10.2009, 17:35:
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| news |
Messaggio 7102 del 18.10.2009, 17:42
Provenienza: tenews |
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DONNA TEDESCA MUORE IN UN INCIDENTE STRADALE
TAMPONAMENTO ALL'ACQUABONA TRA L'AUTO DI UNA FAMIGLIA TEDESCA E QUELLA DI UN ALBANESE: LA DONNA AVEVA 46 ANNI, IN COMA IL MARITO. CONTUSI IN MODO NON GRAVE IL FIGLIO DELLA COPPIA E L'ALTRO AUTISTA
Drammatico incidente oggi pomeriggio intorno alle 15 all’Acquabona: una donna tedesca morta, il marito ricoverato in coma e due feriti, questo il bilancio. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Portoferraio, c’è stato un tamponamento tra due auto: un fuoristrada Suzuki con una famiglia di turisti tedeschi, e una Volkswagen guidata da un cittadino albanese. La vittima si chiamava Susanne Ingrid Hamm ed aveva 46 anni. La donna si trovava a bordo del fuoristrada con il marito e il figlio di 20 anni quando il mezzo - per cause in corso d’accertamento - è stato tamponato dalla Volkswagen. Nel terribile scontro tra le due vetture, la donna è stata sbalzata fuori ed è morta sul colpo per via dell’impatto con l’asfalto. Il marito della vittima è rimasto ferito in modo molto grave e adesso è in coma all’ospedale di Portoferraio. Per estrarlo dall’abitacolo è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Solo contusioni per il figlio della coppia tedesca, e per il cittadino albanese alla guida della Volskwagen, che tuttavia resta sotto osservazione in ospedale. Nelle prossime ore vi forniremo ulteriori aggiornamenti. |
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| rivus |
Messaggio 7101 del 18.10.2009, 17:30
Provenienza: piazza |
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per poker d'omertà:
IO LO SO CHI E'.
LO SO........ LO SO...... LO SO.......LO SO.....
EVVIVA LO SO........ LO POSSO DIRE ?
E' CAPELLO TONANTE COLU****MEN.
SOLO LUI PUO' FARE CERTE COSE.
CHE HO VINTO, CARO POKER.
E QUESTO NON E' NIENTE A QUELLO CHE NON SI SA'.
E A QUELLO CHE A DETTO VERSO PERSONE
O N O R A B I L I
PER SALVARSI IL C..@O GLI SPARAVA CONTRO.
OGGI, CON IL MUSO CHE HA LI SANTIFICHEREBBE, PROPOREBBE LA SANTIFICAZIONE E IN VITA GLI AVREBBE SPARATO UNA CANNONATA PERCHE A SUO MODO DI VEDERE SI ERANO PIAZZATI SULLA SUA ASCESA POLITICA.
OGGI LUI NON SAREBBE NEMMENO ENTRATO IN SEZIONE NE TANTO MENO SAREBBE CONSIGLIERE PROVINCIALE. |
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| ABC |
Messaggio 7100 del 18.10.2009, 17:29
Provenienza: ALFABETO |
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| Bravo POKER, ho capito tutto, spero che quel signore si vergogni, ma conoscendo il soggetto, sicuramente griderà al complotto come usa fare Berlusconi.Con le facce di bronzo non si può fare niente, se non sputtanarlo senza paura come fai te, ci riuscirai? Spero propio di si. Vai avanti dimostri di avere le pa...le e sicuramente non ti mancano gli argomenti, si capisce che sei informato dei fatti e sai quello che dici, questa questione va risolta e definta, la collettività non può pagare per le str......te di qualcuno. |
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| GD |
Messaggio 7099 del 18.10.2009, 16:46
Provenienza: PIOMBINO |
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| gd |
Messaggio 7098 del 18.10.2009, 16:06
Provenienza: piombino |
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ANTONIO,LORENZO,PIER PAOLO.GABRIELE E ANDREA IN TRASFERTA A PIOMBINO
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| Poker d'Omertà |
Messaggio 7097 del 17.10.2009, 22:56
Provenienza: Voci nel vento |
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Proviamo così, speriamo sia la forma giusta perché le forche caudine della censura e gli editti di Nisportino non falcino questa seria di domande...
DOMANDA 1
1)Non ho mai sottoposto i miei collaboratori a mobbing.
E' VERO O NON E' VERO?
(questa voglio vedere come viene smentita....alla cassazione sarebbe curiosi di saperlo!)
DOMANDA 2
2)NON ho cercato tesserati per creare cordate che mi portassero a fare il sindaco nonostante una condanna di questo genere
E' VERO O NON E' VERO?
(Mi sembra di ricordare una frazione di nome Nisportino)
DOMANDA 3
3)Non ho strumentalizzato tali atteggiamenti e barattato i miei “casini” per ottenere un collegio “sicuro” in provincia
E' VERO O NON E' VERO?
(provate a chiedere alla Piaggia che ne pensa il Ballini...)
DOMANDA 4
4)NOn ho mai diviso un paese per miei scopi personali
E' VERO O NON E' VERO?
(perchè mi sovvien la parola Rinascita)
DOMANDA 5
5)Se il sindaco è uomo il vice non può che essere donna
E' VERO O NON E' VERO?
(ecco perchè quando ho detto che avrei voluto farlo io, mi han guardato male ! pensò tra se e se quel birichino e birbantello quella sera al Castagnacciaio!Ma poi aggiunse subito accortosi della gaffe:_"ma se mi mettessi una gonna e un po' di cipria!")
DOMANDA 6
6)Se non mi danno quel collegio io spacco il partito!
E' VERO O NON E' VERO?
(vuoi vedere che alla fine a Piombino qualcuno ha parlato!)
Se tre indizi fanno una prova dopo questi 6 a che volto associate quel punto interrogativo in basso a sinistra?
A questo punto chiedo agli autori del blog di non censurare questo scritto perché non ci sono ne' riferimenti diretti alle persone e neppure immagini riconducibili ad esse, quindi se qualche utente venisse folgorato da un'intuizione divina e riconoscesse qualcuno in queste domande sarebbe solo per l'impossibilità di associarvi altre persone!
Ovviamente se tra qualche utente c'è anche chi ci si riconosce bhè, non se la prenda con me cercando di censurare quel che scrivo, ma con se stesso e il suo modo di comportarsi!
Ancora una domanda ma questa amministrazione ha chiesto i soldi indietro?
Sono un bel gruzzolo e qualche cosa di buono per il paese si riuscirebbe a fare !
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| GD |
Messaggio 7096 del 17.10.2009, 19:43
Provenienza: RIO ELBA |
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UN SABATO POMERIGGIO IN PIAZZA A RIO
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| anm |
| Messaggio 7095 del 17.10.2009, 18:01 |
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| POVERI NOI |
| Messaggio 7094 del 17.10.2009, 13:41 |
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LA DIDGNITA DEI POLITICI
LIVORNO. È appena partito il nuovo mandato dell'amministrazione provinciale e i politici, consiglieri inclusi, sono già alle prese con i tagli. Una bella sforbiciata pre-vacanze che questa volta tocca gli stipendi. I loro. A partire dal prossimo mese la busta paga dei membri della giunta provinciale (presidente e assessori) e dei consiglieri dei vari schieramenti sarà alleggerita di circa il 20-25 per cento.
Il motivo? Il capo della ragioneria della Provincia, Alberto Bartalucci (già soprannominato tra i corridoi "ragionier-mannaia"), ha applicato una normativa ministeriale in vigore dallo scorso anno (la 133) che, in estrema sintesi, congela fino al 2011 gli aumenti previsti su base Istat per i politici mandato dopo mandato. In pratica uno stop agli "auto-indennizzi". Ma non solo: secondo l'interpretazione data dal dirigente livornese, assessori & Co dovrebbero rinunciare a tutte le "conquiste" fatte dal 2000, anno in cui è entrata in vigore la legge sull'adeguamento delle indennità. Così ecco il decurtamento: in soldoni fanno circa mille euro lordi in meno per Kutufà (che passerebbe dai 7.090 lordi dell'ultima busta paga ai 6.073 della prossima, sempre considerando la cifra lorda) e circa 500 per i neoassessori (da 4.500 lordi a 3.947). Previsti tagli anche sui gettoni di presenza dei consiglieri che al momento non superano i 60 euro (poco più di 50 al netto) e sono tra i più bassi della Toscana.
Come era prevedibile la mossa di Bartalucci ha scatenato un vero e proprio terremoto non solo nelle stanze di palazzo Granducale, ma anche nella rete di Upi (l'Unione delle Province italiane) e Anci (l'associazione che abbraccia i Comuni). Perché, come chiarisce il presidente Kutufà, manca ancora un'indicazione precisa da parte del ministero e dei due super enti sull'interpretazione da dare alla norma: c'è chi sostiene che blocchi gli incrementi Istat senza però prevedere decurtazioni e chi, invece, è pronto a scommettere che riguardi solo le amministrazioni statali. Insomma, mega confusione. Ma nella guerra di punti e virgole il capo della ragioneria livornese ha deciso "motu proprio" per il taglio: giù stipendi e gettoni di presenza. Poco importa se la giunta non ha ancora deliberato in materia. «Un'azione di cautela - spiega Kutufà che ieri mattina ha riunito i suoi assessori - ma la norma deve essere chiarita e applicata da tutte le amministrazioni allo stesso modo. Aspettiamo un pronunciamento dell'Anci, dell'Upi e del ministero». Tra gli amministratori traspare un certo imbarazzo: tra tagli (agli stipendi politici) e impiego di soldi pubblici il terreno si fa scivoloso.
Kutufà non si sbilancia, ma non nasconde il disappunto: «Se consideriamo le cifre al netto i membri della giunta incassano dai 2400 ai 3400 euro. Soldi a cui vanno tolti anche i contributi versati ogni mese al partito (dai 350 ai 700). Per il tipo di responsabilità e il carico di impegni non sono cifre scandalose: stiamo parlando di dirigenti. Con il taglio si rischierebbe di perdere amministratori validi nei piccoli Comuni, dove le indennità sono già basse».
TUTI I CITTADINI DELLA PROVINCIA SI DEVONO TASSARE PER INTEGRARE GLI EURO CHE MANCANO AI LORO FEUDATARI
COSA DIRE DEI PENSIONATI CON € 450 AL MESE
IL POLITICO UNA VOLTA LO FACEVA PER PASSIONE ad:  |
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Pubblica Assistenza Porto Azzurro |
Messaggio 7093 del 17.10.2009, 09:28
Provenienza: Porto Azzurro |
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 La Pubblica Assistenza Porto Azzurro organizza in collaborazione con l'Agenzia Vado e Torno Viaggi di Porto Azzurro una Gita sociale, aperta a tutti, in occasione del Motor Show di Bologna e il giorno seguente a Torino per la partita Juventus-Inter (facoltativa).
Programma:
Venerdi 4 Dicembre 2009: Partenza in mattinata da Piombino verso Bologna per giornata intera al MOTOR SHOW con ingresso compreso.
Sabato 5 Dicembre 2009: Giornata e serata libera a Torino per visita alla città.
Serata allo Stadio per coloro che hanno confermato il biglietto per la partita Juventus-Inter.
Domenica 6 Dicembre 2009: Partenza da Torino nel pomeriggio per il rientro in giornata all'Isola d'Elba.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE SENZA INGRESSO ALLA PARTITA: 200,00 Euro a persona per bus riservato A/R Piombino, pernottamento e prima colazione per due notti in Hotel 3 Stelle e ingresso al MOTOR SHOW di Bologna.
QUOTA DI PARTECIPAZIONE CON INGRESSO ALLA PARTITA: 350,00 Euro a persona per bus riservato A/R Piombino, pernottamento e prima colazione per due notti in Hotel 3 Stelle e ingresso al MOTOR SHOW di Bologna e allo Stadio di Torino per la partita Juventus - Inter.
Attenzione i biglietti per la partita a questo prezzo sono limitatissimi: si prega contattare subito Mariateresa, Agenzia Vado e Torno Viaggi, Piazza Eroi della Resistenza Porto Azzurro (vicino Monte dei Paschi di Siena) tel. 0565/92.11.68
Pubblica Assistenza Porto Azzurro (O.n.l.u.s.) - Piazza Eroi della Resistenza, 21 - Porto Azzurro - www.portoazzurrosoccorso.it |
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| news |
Messaggio 7092 del 17.10.2009, 05:48
Provenienza: cds |
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LE CIFRE IN UNO STUDIO DELL’UFFICIO RICERCHE DEL CONGRESSO SULLA MISSIONE
Un soldato Usa in Afghanistan
costa 2740 dollari al giorno
Le cifre della missione sono destinate a schizzare alle stelle nei prossimi mesi con l’arrivo di altri soldati
Un marine in Afghanistan (Ap)WASHINGTON - Mentre l'Italia affronta l'attacco del Times che accusa il nostro paese di aver pagato i talebani per garantirsi una sorta di intoccabilità per i propri soldati sul territorio nemico, anche gli Usa sul fronte dell'Afghanistan si trovano di fronte a nuovi problemi. Proprio nelle ore in cui la Casa Bianca sta ultimando la revisione della strategia militare, uno studio dei tecnici di Washington rivela che i costi della guerra nel paese continuano a salire. Secondo l’Ufficio Ricerche del Congresso la missione costa al governo americano ben 3,6 miliardi di dollari al mese, l’equivalente di un milione di dollari l’anno per ogni soldato al fronte.
COSTI IN AUMENTO - Cifre destinate a schizzare alle stelle nei prossimi mesi con l’arrivo di altri soldati. Lo studio infatti è calcolato sui 51mila uomini presenti al fronte alla fine dell’estate. Le truppe americane, stando al piano siglato dal presidente Barack Obama a marzo, saliranno a 68mila entro dicembre, mentre i generali sul campo hanno chiesto l’invio di altri 40 mila uomini per ribaltare le sorti della guerra, in stallo da mesi.
15 ottobre 2009 |
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| ElbaProtagonista |
| Messaggio 7091 del 16.10.2009, 23:07 |
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Oggetto: Servizi scolastici
Il Sindaco del Comune di Campo nell’Elba ha fatto recapitare in questi giorni una nota con la quale specifica i motivi che hanno indotto l’Amministrazione Comunale di procedere a far pagare a tutti i fruitori del servizio scuolabus indicando altresì le fasce ISEE per l’ottenimento dell’esonero.
Le determinazioni assunte dall’attuale Amministrazione Comunale sono fortemente criticabili dallo scrivente in considerazione delle sottoriportate motivazioni:
1)E’ vero che il principio sancito nella Costituzione impone tutti i cittadini di sostenere gli interventi pubblici in base alla propria capacità contributiva…. Ma è altrettanto vero che la fruibilità dei mezzi pubblici per la frequentazione della scuola dell’obbligo, soprattutto in zone disagiate come l’Isola d’Elba è da considerarsi quale elemento indispensabile e quindi il mezzo di trasporto essendo strettamente concatenato con l’attività scolastica, deve essere a titolo gratuito per tutti.
2)La determinazione delle fasce ISEE stabilite per l’ottenimento dell’esenzione non fanno assolutamente riferimento al reddito medio di una famiglia elbana. Sostanzialmente siamo convinti che i fruitori del beneficio potremo contarli sul palmo della mano. E’ assurdo determinare in reddito ISEE di poco meno di 6.000 €uro per avere la gratuità completa dei servizi, quando All’Isola d’Elba in genere sono pochissime le famiglie con figli a carico che hanno tale reddito. Ragion per cui il provvedimento appare sostanzialmente mirato affinché tutti paghino.
3)Il vicesindaco durante la discussione in consiglio comunale ha esternato infelicemente una frase con la quale sostanzialmente dice che l’economia a Marina di Campo è forte e florida, facendo intendere quindi che tutti i cittadini possono accollarsi l’onere. Il vicesindaco forse non conosce la reale situazione finanziaria di moltissime famiglie a Marina di Campo che non riescono con il loro stipendio ad arrivare alla fine del mese….
4)Il presunto pianto drammaturgo con il quale il Sindaco vuol far credere a tutti i cittadini degli enormi costi del servizio scolastico non convincono…. Ci scusi ma il bilancio Comunale non è sano ? non è in attivo ?, visto e considerato che dal momento della sua investitura ha elargito svariati contributi ad associazioni varie?
Questa presa di posizione la definiamo un’altra uscita infelice di Nuovo Progetto Per Campo che di nuovo effettivamente non ha ancora fatto vedere niente…. In compenso le lamentele giungono spesso alle orecchie del nostro movimento che purtroppo non può che prenderne atto.
Il fatto poi di sostenere che anche gli altri Comuni dell’Elba fanno pagare il servizio non giustifica e tanto meno impone l’Amministrazione Comunale di adeguarsi.. La presa di posizione del Consiglio è apparsa una mera dimostrazione di forza una imposizione partitocratica e diremo anche mirata, ma non porterà sinceramente giovamento alla politica di Segnini e COMPAGNI e per questo ce ne rallegriamo.
La nostra proposta che speriamo sia presa in considerazione è quella di ritornare al vecchio regime della gratuità totale del servizio di trasporto che ripetiamo è indispensabile e strettamente collegata all’attività scolastica, oppure rivedere gli scaglioni ISEE approvati utilizzandone uno ed uno solo… e perché no proprio quello che è stato determinato dalla Regione Toscana nella stesura del concorso relativo all’assegnazione del contributo BORSA DI STUDIO e BUONO LIBRO per l’anno scolastico 2009/2010 che ammonta ad €uro 13.500,00
Il Coordinatore di ElbaProtagonista
Giovanni MUTI |
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| Uno di Rio |
Messaggio 7090 del 16.10.2009, 22:46
Provenienza: Continente |
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| Mi sa tanto che tu sia uno di quelli che stanco della metropoli ti sei venuto a rifugiare a rio ma di riese non ai nulla . fatti servire è come ti dico io beato 27 però sei sulla buona strada saluti
r |
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Il Vicinato |
Messaggio 7089 del 16.10.2009, 17:29
Provenienza: Isola d'Elba |
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| TOREMAR: no a soluzioni pasticciate, la vera partita si gioca sulle tutele pubbliche previste dal contratto di servizio - Leggi il post di Lorenzo Marchetti su http://ilvicinato.blogspot.com |
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| UNO RIESE |
Messaggio 7088 del 16.10.2009, 17:17
Provenienza: RIO ELBA |
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| Non so di chi di voi ieri sera 15/10/09 a visto Tele elba
il servizio in questione parlava dell'Interramento della linea di alta tensione che Terna dovrebbe fare e stagia facendo sull'isola Ai magazzini un'associazione di cittadini a fatto naufragare la firma che alcuni proprietari dovevano mettere per la servitù del loro terreno per installarci i tralicci e quei signori stavano chiedendo che tutti gli elbani si opponessero a questo scempio del territorio .- MI VIENE DA CHIEDERE A QUESTI SIGNORI MA QUANDO HANNO FATTO LA LINEA DI ALTA TENSIONE DA CAVO A RIO SI SONO INTERESSATI ? PENSO PROPRIO DI NO TANTO LA STAVANO FACENDO NEL TERZO MONDO E TUTTO ERA LECITO NON SI POTEVANO COSTRUIRE ALBERGHI E ALTRI INSEDIAMENTI PERCHE' ERA UNA ZONA VERGINE E TALE DOVEVA RESTARE ,
MA DEI TRALICCI CHE METTONO A PORTOFERRAIO A NOI CHE CAZ... C'E' NE' FREGA COME SE NE' SONO FREGATI LORO A SUO TEMPO |
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| gd |
Messaggio 7087 del 15.10.2009, 19:48
Provenienza: ristorante da cipolla |
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grazie da tutti i bambini dell'asd rio elba a davide e monica per la cena di questa sera
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| la vergogna |
| Messaggio 7086 del 15.10.2009, 17:31 |
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| Ue, i politici italiani sono i più ricchi: guadagnano 4 volte gli spagnoli e il doppio dei tedeschiRoma, 15 ott. (Apcom) - Altro che deputati poveri, gli italiani e gli inglesi, sono i politici più pagati dell'Unione Europea. A rivelarlo una speciale inchiesta del programma TV, Klauscondicio, condotto dal massmediologo Klaus Davi in onda su You Tube. che ha calcolato lo stipendio medio mensile dei politici europei nell'ultimo anno, prendendo in esame i dati pubblicati dalla stampa e dai siti ufficiali dei parlamenti e governi dei principali stati membri dell'Ue.
Sorprendentemente, nonostante gli appelli all'austerity lanciati dai numerosi esponenti politici, i parlamentari italiani, si legge nella ricerca, sono tra i più pagati in assoluto in Europa (20.600 euro), in teoria secondi solo agli inglesi con 20.760 euro lordi mensili, anche se va considerato che il costo della vita in Italia è molto più basso rispetto all'Inghilterra e pertanto, i nostri parlamentari guadagnano in proporzione il 20% in più dei colleghi d'oltre Manica .
Appena dietro gli italiani i francesi, che grazie anche alle somme corrisposte per il pagamento degli assistenti raggiungono una busta paga di 20.416 euro, importo addirittura doppio rispetto ai rappresentati del Bundestag quarti in classifica con 10.729 euro. Sopra gli 8.000 euro percepiti mensilmente: irlandesi, olandesi e austriaci rispettivamente con 8.615euro, 8.060euro, 8.023euro, seguiti da belgi (6.625 euro), spagnoli (4.945euro) e finlandesi (4.350euro). Chiudono portoghesi e lituani con 3.707 euro e 3.139 euro.
Secondo l'analisi condotta da Davi anche i ministri europei non sono da meno. Restano sul podio conquistando la prima posizione, i francesi con un salario di 20.295 euro lordi al mese. A sorpresa il secondo e il terzo posto sono invece occupati dai membri austriaci del Nationalrat (16.047 euro) e belgi (15.540 euro) che superano inglesi e italiani, vicini ai 14.000 euro (13.970 euro e 13.920 euro). Non staccati di molto i ministri irlandesi e tedeschi che portano a casa rispettivamente 12.967 euro e 12.860 euro. Sotto quota 10.000euro si piazzano olandesi (9.230 euro), finlandesi (8.230 euro) e spagnoli (6.722 euro). I meno retribuiti i membri del governo portoghese e quello lituano con 4.820 euro e 3.855 euro. |
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| Lo psichiatra |
Messaggio 7085 del 15.10.2009, 17:08
Provenienza: Volterra |
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| Scusate tanto, ma vedo su s'to blog un sacco di malelingue, di gente che sparla, di gente invidiosa che critica chi fa qualcosa, piccola o grande che sia per il nostro paese.
La domanda sorge spontanea.....perchè?
Io credo che siamo di fronte a gente che ha seri problemi a livello psicologico e, oserei dire psichico.
Ma per voi, cari diffamatori a titolo gratuito, è una cosa terapeutica?
Probabilmente non avrete capito e allora ve lo spiego meglio: vi fa stare bene il fatto di sparlare di questo o quello?
Allevia le vostre angosce, rende più sopportabili i vostri complessi, i vostri traumi, vi serve come terapia?
Se è così, continuate pure, un riese, a turno, si sacrificherà a questo fine e vi renderà la vita più leggera
però sappiate che un domani potrebbe toccare anche a voi......... |
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| cittadino |
Messaggio 7084 del 14.10.2009, 17:43
Provenienza: rio elba |
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Wednesday, October 14, 2009
SPREMUTI I LIMONI I POTENTI SCENDONO IN CAMPO DIRETTAMENTE
Appena una settimana fa avevamo denunciato l’anomala situazione italiana: ovvero che lo scontro reale è tra due potentati: le galassie economiche, finanziarie e mediatiche che ruotano, rispettivamente, attorno A De Benedetti e a Berlusconi ed il “Grande Centro” impersonato non da Casini ma dal groviglio, non meno potente, che ruota attorno a Fiat, RCS-Corriere della Sera, e imprenditori che fanno parte del sindacato di controllo di quest’ultimo gruppo editoriale.
In questo quadro – è nostra opinione- i partiti, soprattutto i due maggiori, PDL e PD, sono comparse e controfigure che si agitano per la platea degli elettori, nell’interesse dei potentati di riferimento.
Nemmeno lo avessimo avvertito in anticipo, immediatamente dopo la pubblicazione di quell’articolo è fragorosamente esplosa la polemica tra Eugenio Scalfari e Ferruccio De Bortoli, cioè tra le punte mediatiche di due dei potentati in questione.
Scalfari ha attaccato De Bortoli perché vorrebbe che Fiat, Corriere, e soprattutto chi sta dietro di loro, si sganciassero dalla posizione mediana e partecipassero alla lotta per mettere fuori gioco Berlusconi.
Nelle vicende italiane siamo ad una svolta importante: le sciabolate fra Repubblica e Corriere indicano che i potentati intendono scendere in campo scopertamente revocando il mandato conferito ai partiti di agire per i loro interessi.
Le ragioni, a nostro avviso, sono due.
Da un lato, la crisi economica costringe il governo alla politica della lesina in fatto di spesa ed a scelte drastiche. Sono sempre più numerosi coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese mentre le imprese reclamano investimenti e risorse che aiutino la ripresa. Il governo, questo governo, non appare più in grado di rispondere alle aspettative di quella parte di imprenditori che avevano puntato su Berlusconi o che erano rimasti alla finestra, aperti verso entrambi i fronti.
Dall’altro lato, la situazione del PD è tale che coloro che avevano puntato sulla nuova creatura, a cominciare dalla “tessera numero uno”, Carlo De Benedetti, cominciano a pensare al dopo, non più affidato alle possibilità di vittoria del soggetto politico sostenuto con dovizia di mezzi mediatici.
Per comprendere ancora meglio cosa sta avvenendo, si aggiungano altri eventi, iniziative e riposizionamenti di questi giorni: l’ex presidente di Confindustria, Cordero di Montezemolo che presenta il suo “pensatoio” Italia Futura; le frizioni tra Berlusconi e Tremonti; l’attivismo dalle mani libere di Casini; le botte da orbi tra D’Alema e Franceschini; Francesco Rutelli con un piede dentro e l’altro fuori al PD, l’attuale presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che quotidianamente sferza il governo.
Sono tutti molto più che semplici segnali: chi aveva puntato sulla cosidetta “seconda repubblica” ha già esaurito la scorta di benefici ottenuti: in certi casi con leggi ad hoc, soprattutto privatizzazioni ma non solo, molto più scandalose delle leggi “ad personam”.
Le controfigure che occupano attualmente i palazzi della politica e delle Istituzioni sono come limoni spremuti che non danno più affidamento, esattamente come ai tempi di Mani Pulite.
Dunque………
ARTICOLO ESTRATTO da PENSA LIBERO-periodico d'informazione
DUNQUE L'UNICA COSA POSITIVA RIPORTATA NELL'ARTICOLO E' "IL LIBERO ATTIVISMO DI CASINI"....O NO???? |
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| Uno di Rio |
Messaggio 7083 del 13.10.2009, 22:30
Provenienza: Continente |
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| non so se il Carlo che sento elogiare sia quello che conosco : se cosi fosse era meglio se il frullino decespugliatore lo usava quando il 27 andava in banco |
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| Claudio |
Messaggio 7082 del 13.10.2009, 18:56
Provenienza: RIO |
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| X Condor parli come Berlusconi , in passato non è stato graziato nessuno, è andato tutto in prescrizione, anche perchè non c'era dolo. Diversa è la condanna fino al terzo grado di giudizio, per mobbing , non serve essere ex amministratori o avere avuto qualche familiare nell'amministrazione, sono atti pubblici e qualsiasi persona può verificare. |
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| Doppietta Fumante |
Messaggio 7081 del 13.10.2009, 18:43
Provenienza: Hunter |
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| Caro Condor,
mi sembri davvero un fagiano ...
okkio ke la caccia è aperta avessero mai ad impallinarti!!!!
Te non solo non sai ma proprio ignori!
Un te la piglià per questo, dormi sereno e un ti scoprì! |
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| condor |
| Messaggio 7080 del 13.10.2009, 14:19 |
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X ex Ghiozzo
Sei o siete sicuri di quello che affermate ( evidentemente su atti pubblici che se si va a curiosare in comune risultan esser veritieri.... ) perché anche nei confronti di Voi scriventi dovrebbero adottare il solito metro.
Da quel che si legge sei/siete ben informati su alcuni fatti avvenuti in passato.
Devi essere un ex Amministratore o familiarmente vicino per scriverle con certezza .
In fatto di curiosità non abbiamo sborsato euri , e tantomeno graziati come in passato.
Non sei un x ghiozzo ma un grande Mullus barbatus
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| PER BERSANI |
Messaggio 7079 del 13.10.2009, 12:43
Provenienza: CUORE |
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11 ottobre 2009
IL 25 OTTOBRE ALLE PRIAMARIE DEL PD VOTATE BERSANI
L'intervento di Bersani
Apriamo il fronte di una battaglia democratica
Care democratiche, cari democratici, compagni, amici,
prima di ogni altra cosa un saluto a tutti gli iscritti che hanno partecipato ai congressi di circolo, comunque abbiano scelto o votato.
Un saluto particolare ai nostri iscritti all'estero, che tutti i giorni devono spiegare cosa sta succedendo in Italia e meritano un saluto di incoraggiamento.
È stata una straordinaria e inedita prova di democrazia, dobbiamo esserne orgogliosi.
Ricordiamoci che chi lavora per fare un partito, e per fare un partito senza padroni, lavora per realizzare la nostra Carta Costituzionale.
Sento naturalmente la responsabilità che viene dal risultato della mia mozione.
Cercherò di esserne all’altezza e lavorerò con gli altri candidati perché ci sia una straordinaria partecipazione alle primarie e perché le primarie diventino un grande fatto politico, mostrino sia il nostro aperto confronto di idee sia la nostra amicizia e la nostra unità.
L’ho detto fin dall’inizio: non c’è bisogno in questa nostra vicenda congressuale di interpretare o tanto meno di deformare posizioni altrui, e ancora meno di litigare.
Ognuno dice la sua, la dice con la necessaria chiarezza, perché c'è da scegliere il segretario ma ci sono da scegliere anche le idee.
Lo sapete, l'ho detto subito, io non credo al partito di un uomo solo, questa e' la mia prima dichiarazione programmatica. Iscritti ed elettori decideranno.
Noi ci atteniamo alle loro decisioni. Ribadisco che per quello che mi riguarda l’unico avversario possibile è colui che si diverte a picconare la ditta.
Gli altri sono tutti amici e compagni e voglio lavorare con loro in solidarietà e unità.
Questi minuti li dedicherò a parlare di politica e di Italia.
Dobbiamo sentire acutamente la responsabilità di far vivere la nostra vicenda congressuale nel pieno del passaggio cruciale che il nostro Paese sta vivendo, nel pieno della crisi democratica e sociale.
Guai se ci sorprendessero a parlare d’altro.
Parliamo di Italia dunque e parliamone in modo veritiero.
Ho l'impressione che di parole vuote e generiche la gente non ne possa più.
Quali sono i tratti di fondo di questa lunga fase della vita italiana? Sono una deformazione di fatto degli equilibri costituzionali e un indebolimento progressivo delle nostre prestazioni economiche, sociali e civili rispetto all’Europa e al mondo.
Dire questo non significa essere catastrofisti o alimentare la sfiducia o sottovalutare dinamismi, eccellenze, potenzialità a cui dobbiamo sempre richiamarci.
Dire questo significa ribadire che la realtà va guardata in faccia e che la retorica dello stellone italico, del sole in tasca, dei cieli azzurri sta addormentandoci tutti e rischia di distruggere la capacità di reazione del Paese.
Ho ascoltato nel messaggio di Prodi un appello che condivido profondamente: risvegliare l'Italia!
Quei due problemi di fondo entrano oggi in una fase più acuta e più incerta sia dal lato democratico e istituzionale, sia dal lato economico e sociale.
Se si mette l’orecchio a terra si sente nervosismo diffuso sotto la pelle del Paese, sentiamo tensione, preoccupazione.
C’è una perdita di orizzonte, una insicurezza crescente nella vita delle persone e delle famiglie, nella prospettiva dell’impresa.
La stessa politica offre al Paese a sua volta un messaggio di incertezza.
Per dirlo semplicemente, Berlusconi afferra ancora il presente ma non può promettere un futuro né ai suoi né al Paese.
E in questa fase quindi la gente non si aspetta dalla politica bonaccia ma tempesta, sta aspettandosi più problemi che soluzioni.
Viviamo dunque su un crinale non sappiamo quanto lungo, né possiamo vedere oggi come si aprirà una fase nuova.
Quel che è certo, e di cui dobbiamo essere responsabilmente consapevoli, è che una parte importante dei suoi possibili esiti è nelle nostre mani, nelle nostre mani a cominciare da questo congresso.
Comincerei dunque da quello che abbiamo vissuto in questi giorni tumultuosi.
La destra guidata da Berlusconi consapevolmente fa camminare il Paese sull’orlo di una deformazione populista del nostro sistema.
Noi dobbiamo richiamare col nostro congresso l’opinione pubblica e la coscienza civile del Paese di fronte alla gravità di questo problema.
Intendiamoci, pulsioni di tipo populista, cioè in sostanza di semplificazione drastica dei processi di partecipazione democratica, li riscontriamo in molti Paesi a democrazia matura.
La difficoltà della democrazia rappresentativa a dominare con efficacia i nuovi problemi lascia spazio a domande di semplificazione e di autorità.
Se altrove tuttavia queste pulsioni sono aspetti pur significativi che vivono nei meccanismi di consenso, ma dentro ad una solida architettura istituzionale, da noi il fenomeno sta penetrando ed è già penetrato ben più in profondità.
Possiamo discutere delle ragioni di tutto questo, ragioni che affondano probabilmente nella cronica debolezza della nostra statualità, nel forte sapore di antipolitica che lasciò in eredità la caduta del muro che avevamo in casa, nella singolare forza, oggettiva e soggettiva, dell’interprete del nuovo spartito.
In ogni caso i fatti ormai si vedono.
Sto parlando del progressivo indebolimento di ogni istituto di mediazione fra popolo e governo, sto parlando dell’idea che il consenso debba prevalere sulle regole, sto parlando dell’idea che noi si sia di fatto fuori dal sistema parlamentare, che gli elettori cioè non eleggano un Parlamento ma un capo e che si possa parlare tranquillamente di coabitazione fra presidente della Repubblica e presidente del Consiglio come se fossimo in un altro quadro costituzionale.
Questa deformazione non è solo entrata largamente nel senso comune, ma ha via via consolidato dei suoi istituti.
Vediamo con evidenza, e le denunciamo, con tutta la forza che abbiamo forme di controllo e condizionamento dei mezzi di informazione; vediamo con minore evidenza un fatto ancora più profondo che riguarda la formazione delle leggi.
Il capo del Governo nomina ormai di fatto i suoi parlamentari.
È il capo che dà la fiducia alla maggioranza e non viceversa.
Con venticinque voti di fiducia e trentotto decreti omnibus in diciassette mesi ogni decisione è resa possibile; e quindi ogni pressione e perfino ogni ricatto possono essere possibili verso forze economiche e soggetti sociali, così che prevalgano assuefazione e conformismo; così si pensa di poter portare l’opposizione in un angolo vociante, a quella frustrazione che genera riflessi ribellistici, minoritari e impotenti.
Eppure la Costituzione c’è e batte un colpo.
C’è il presidente della Repubblica, che salutiamo da qui, c’è la Corte Costituzionale.
Ma ecco che arrivano le picconate contro i muri portanti della casa comune.
E le picconate rallentano quando il segno comunque è lasciato e sono pronte comunque a riprendere.
È tempo di reagire ad una deriva che a poco a poco ci allontana dal contesto delle grandi democrazie del mondo.
Questo ci sta allontanando dal mondo, un mondo nel quale le democrazie stanno riprendendo la loro vitalità, stanno riaffermando un ruolo della politica nel cercare di fare una mediazione fra economia e società, stanno cercando nuovi orizzonti di riforma nella democrazia.
Ma come reagire? Non possiamo reagire con risposte speculari che portano legna a quel fuoco che Berlusconi vuole accendere attorno ad una personalizzazione che fa del giudizio del popolo su di lui il giudizio di Dio.
Né peraltro possiamo reagire stando in difesa e abbarbicandoci alle giaculatorie del politicamente corretto.
Ci vuole una politica di combattimento, bisogna aprire il fronte di una battaglia democratica.
Credo che ci chiamiamo Partito Democratico non perché vogliamo sperimentare la democrazia perfetta in casa nostra, ma perché poniamo al Paese il tema della democrazia e di una democrazia efficiente.
Vogliamo custodire i pilastri costituzionali di una democrazia rappresentativa, rigettare ogni forma di autoritarismo che ci ruberebbe il futuro di paese avanzato fra i paesi avanzati del mondo e ci distaccherebbe intimamente dal contesto europeo che è la nostra casa.
È tempo che dal nostro congresso venga una iniziativa di confronto con tutte le altre forze di opposizione sul tema della democrazia e delle istituzioni e che venga anche una sollecitazione alle forze che nella maggioranza sono più consapevoli del problema.
Ribadendo i fondamentali della nostra Costituzione repubblicana dobbiamo avanzare il nostro progetto di riforma centrato sul parlamentarismo modernizzato e rafforzato e scegliendo qualche punto di attacco e di mobilitazione che si faccia capire e che muova le cose nel senso comune.
Quella deriva infatti ha inquinato le falde da cui tutti ormai prendono acqua.
Proviamo con le nostre primarie a dire una cosa precisa. È possibile che un cittadino possa scegliere il segretario del PD e non possa scegliere il suo parlamentare?
Noi vogliamo una legge elettorale inquadrata nel sistema bipolare, che garantisca trasparenza e stabilità della maggioranza nella legislatura, e che consenta al cittadino di guardare in faccia il suo parlamentare, di potergli chiedere conto del suo operato a partire dal suo territorio.
Dobbiamo mobilitarci su questo e chiedere a tutte le forze di opposizione se sono pronte a discutere con noi di una iniziativa su questo punto dirimente.
Detto questo aggiungo subito che noi non dovremo più fare una battaglia sulla questione democratica separandola dalla questione sociale.
Ogni forma di mobilitazione a cui potremo e dovremo pensare dovrà tenere legati questi due aspetti.
Per la storia profonda e per i caratteri profondi di un Paese come il nostro, la deformazione del processo democratico può andare in secondo piano se passa l’idea che per quella via qualche problema si risolve, qualcosa ne viene.
Non c’è certo bisogno di spiegare questo concetto al nostro presidente del Consiglio.
Lui si presenta come il personaggio di Pulp Fiction: sono Wolf, risolvo problemi, sempre che mi lascino lavorare.
Ma quali problemi ha risolto davvero il signor Wolf? Quello ha pulito una macchina, qui non si e' fatto molto di più…In ormai dieci anni di governo qual è una riforma che si possa ricordare e che non riguardi lui stesso?
Abbiamo forse meno fisco, meno burocrazia, più occupazione, più crescita? In che cosa è migliorato questo Paese? E adesso, nella crisi, che cosa possiamo dire che stia facendo precisamente se non aspettare che torni il bel tempo?
Non c’è bisogno di essere degli indovini per sapere che cosa succederà: avremo tra quest’anno e l’anno prossimo un milione di disoccupati in più e migliaia di piccole imprese in meno.
E credo che da questo nostro appuntamento debba venire un messaggio di solidarietà alle migliaia di lavoratori di aziende in crisi che in questo momento stanno perdendo o rischiano di perdere il posto di lavoro, alle centinaia di migliaia di precari che non vedranno rinnovato il loro contratto, ai precari della scuola che sono stati messi per strada in una situazione così difficile.
E tutto questo per una crisi psicologica! Dopo tanti anni di governo non c’è niente di risolto.
Non si è usato il consenso per fare governo e cioè riforme; si è usato il governo per fare consenso.
Nel Paese è aperta una grande questione sociale alla quale dobbiamo dare voce, per ragioni di giustizia; perché questo è il nostro mestiere; e anche per ragioni di democrazia: la crisi infatti può creare un ulteriore esercito di riserva per le manovre del capo.
Il nostro compito è dunque quello di interpretare la questione sociale, anche in questo caso offrendo uno sguardo ampio del problema e scegliendo punti di attacco e di mobilitazione.
Andiamo alla sostanza. Problemi ne hanno tutti in Europa e nel mondo. Ma da molti anni ormai, quando in Europa e nel mondo si cresce, noi cresciamo meno, e quando si scende, noi scendiamo di più.
Così ci giochiamo il futuro. Anche in questa crisi, se invece di guardare ogni giorno un albero che il protagonista di Pulp Fiction ci fa vedere, noi guardassimo la foresta, vedremmo che rischiamo una riduzione strutturale della nostra base produttiva, un nostro rimpicciolimento nel contesto mondiale.
Stiamo buttando via le nostre risorse potenziali nell’eccesso di disuguaglianza fra ceti sociali e territori, nell’assenza di mobilità sociale, nell’incapacità di prendere decisioni di sistema, cioè di fare riforme.
Dobbiamo vedere se abbiamo la forza noi a cominciare dal nostro congresso per rilanciare l’idea delle riforme con il coraggio e la responsabilità di una nostra visione autonoma.
Riforme sociali, riforme liberali, riforme civiche. Riforme con un nome e un cognome.
Non servono qui i soliti elenchi. Servono punti d’attacco per le proposte e per le iniziative che dobbiamo decidere assieme.
Cominciamo da occupazione e redditi.
La priorità assoluta e immediata è quella di portare risorse sui redditi medio-bassi, che si stanno impoverendo, su chi sta perdendo il lavoro, su chi ha superato la soglia di povertà.
Ci sono poi cantieri di riforme da allestire subito su soglie minime di salario, di reddito, di pensione; sull’unificazione e la tutela dei percorsi di ingresso al lavoro per i giovani; sulle prospettive del sistema pensionistico e non già dal lato dell’allungamento dell’età (chi ha visto l’evoluzione delle norme sa che questo non è più il problema centrale!) ma bensì sulla tenuta dei livelli pensionistici per le nuove generazioni.
Dobbiamo aprire un confronto per un nuovo patto economico e fiscale, un patto civico e positivo con le piccole imprese e con le partite iva, mondo verso il quale abbiamo un problema non risolto che dobbiamo guardare in faccia.
Dobbiamo promuovere un piano per mettere ambiente ed efficienza energetica immediatamente e stabilmente nel motore della crescita, investendo le politiche industriali, le politiche pubbliche e la qualificazione dei consumi.
E citando temi ambientali non possiamo certo dimenticare i temi della tutela del territorio.
Non possiamo lasciare da sola la Calabria in un momento nel quale non vogliono tirar su le navi dei veleni, non possiamo pensare che in una vicenda drammatica come quella di Messina ce la caviamo con due visite davanti ad uno sfacelo del concetto stesso di regole urbanistiche, non possiamo pensare che la ricostruzione dell'Aquila sia affidata solo agli spot.
E poi penso ad un partito che sia concepito come partito della scuola e della sanità. Dobbiamo interpretare meglio questi temi. Scuola, università e ricerca: la prima vera fonte energetica del Paese.
Il tratto prevalente dell’operazione Tremonti-Gelmini è quello di una riduzione dell’offerta formativa e dell’occupazione.
Possiamo dire subito che quando toccherà a noi non potremo accettare gli esiti di quella impostazione.
Ma così di sussulto in sussulto, il sistema formativo va alla catastrofe in un continuo bricolage di cambiamenti.
Diciamo allora: fermatevi, non consentite il distacco di risorse professionali preziose per il sistema.
Fermatevi, e facciamo finalmente un'operazione nazionale, parlamentare sul sistema formativo, mobilitando le migliori competenze così come si fece ad esempio per la riforma del sistema sanitario nazionale, offrendo alle nuove generazioni e al Paese un assetto moderno, stabile e condiviso dell’istruzione e della ricerca.
Quanto alla sanità, cerchiamo di essere consapevoli di quel che sta avvenendo in queste settimane.
Se ne parla poco purtroppo, ma siamo ad un passaggio determinante delle scelte finanziarie e organizzative del sistema e noi dobbiamo dire qualificazione sì, radicale risanamento sì.
Abbiamo peraltro eccellenze nell’organizzazione sanitaria in grado di indicare la strada per affrontare i buchi neri che pure abbiamo.
Ma distruggere il sistema universalistico, no! I livelli essenziali di assistenza sono un cardine del sistema universalistico e vanno garantiti in modo universale.
Subito accanto ai temi sociali mettiamo il tema dell’evoluzione dei diritti civili e del rispetto della dignità delle persone.
Basta innanzitutto con gli stereotipi distruttivi sulla dignità della donna. Rispetto per le donne.
Rosy sei tutti noi!! (rivolto a Rosy Bindi, seduta in platea).
Torniamo piuttosto a vederne le condizioni reali di svantaggio e di disuguaglianza, di carico e di fatica nell’organizzazione sociale e familiare.
Aggiungo che a questo fine non si può prescindere da una presenza e da un protagonismo nei luoghi di decisione da parte delle donne.
Per questo non vedo perché non dovremmo sollevare davanti al Paese il tema di regole di transizione o di quote massicce e transitorie sia nei luoghi della politica e delle istituzioni, sia in alcuni luoghi dell’economia e della società.
Mostriamoci combattivi, così come stiamo facendo, contro razzismi di ogni genere e contro l’omofobia.
Facendo leva sui nostri umanesimi forti che stanno nelle nostre radici e che ci consegnano l’idea di un uomo mai separabile dalla sua dignità e dalla sua libertà, facendoci forza di questo cerchiamo di dare un contributo per umanizzare le conquiste della tecnica.
Diciamolo con chiarezza: non può essere che metà del Paese decida come debba morire l’altra metà; non è possibile. Troviamo soluzioni umane e condivise.
E ancora il civismo: grande punto di attacco per le nostre politiche e vera chiave di rapporto con la società civile che anzi preferirei definire come società civica.
Civismo vuol dire innanzitutto sobrietà della politica senza bisogno di antipolitica.
Ci vuole una Maastricht sui costi della politica, che metta ogni singola voce dei costi della politica nella media europea.
Così come ci vuole una Maastricht della fedeltà fiscale, con un percorso fatto di dissuasione e di incentivazione.
Civismo è portare il merito dal cielo alla terra accettando e allestendo in ogni campo meccanismi credibili di valutazione; è rispetto per la sicurezza e per la vita umana nei luoghi di vita e di lavoro e soprattutto è legalità, la legalità dello Stato e non delle ronde, la legalità della lotta a tutte le mafie, la legalità di una giustizia civile finalmente riformata e funzionante.
Noi non ce l'abbiamo in questo momento.
Qui, in questa riscossa civica che il Partito Democratico deve interpretare, metto anche il tema dell’unità del Paese.
Unità ormai non solo o tanto da difendere quanto da conquistare e ricostruire.
Il blocco Lega-destra sta facendo passare l’idea che sostanzialmente la politica non deve combattere il divario ma deve interpretarlo, rappresentarlo.
Nella loro visione in realtà la prospettiva del federalismo è appunto questo e questo fa da copertura culturale alla distruzione di ogni politica meridionalistica e alla rapina di ogni risorsa.
Qui e là qualche retro pensiero sfiduciato e un po' liquidatorio sul tema emerge anche nel nostro mondo.
Anche noi dobbiamo discuterne, ma sono certo che siamo i soli che possono dire le stesse cose a Varese e a Napoli e che possono legare il rinnovamento delle classi dirigenti a politiche meridionalistiche praticabili e davvero nuove nei contenuti.
Sono convinto che abbiamo la forza e la capacità di farlo.
Un altro punto d’attacco per noi è la libertà economica.
Mentre ribadiamo che ci sono beni fondamentali che non intendiamo affidare al mercato (salute, istruzione, sicurezza) diciamo anche che è tempo di una offensiva liberale per aprire mercati regolati in molti settori dell’economia oggi strozzati da sistemi relazionali, corporativi, monopolistici.
Il cittadino-consumatore al centro e al centro la possibilità di iniziativa economica su basi di parità, a cominciare dai giovani!
In questo quadro dobbiamo mettere, facendolo uscire dalle nebbie, dalle indistinzioni, e portandolo al concreto, il tema del conflitto di interessi, fissandolo precisamente su due punti.
Primo, le incompatibilità. Per esempio, chi è nella sostanza un concessionario non può essere anche un concedente.
Secondo, norme contro le posizioni dominanti in tutte le articolazioni che l’evoluzione tecnologica ha portato nei sistemi di comunicazione e di informazione.
In quei sistemi di comunicazione e informazione la libertà del cittadino e la libertà, il pluralismo delle imprese, si tengono in modo indissolubile. Qui sta la sostanza del problema; su questo, in una società liberale va concentrata l’iniziativa.
Credo infine ad un nostro risveglio di iniziativa nel grande campo delle politiche locali ormai crucialissime nella formazione degli orientamenti politici.
Le nostre culture che hanno le loro originarie radici nella dimensione del territorio, le nostre culture che hanno inventato l’urbanistica, gli asili nido, i consorzi socio-sanitari, le aree artigianali e così via non hanno niente da imparare da chi il quindici anni di veramente nuovo ha inventato solo le ronde.
Tuttavia non possiamo cavarcela così.
Dobbiamo portare a sintesi e a politicità le nostre esperienze locali sui nuovi temi di frontiera: la sicurezza, la mobilità, l’ambiente, l’immigrazione, l’integrazione, la rete sussidiaria delle risposte sociali, la riorganizzazione vera e non brunettiana della macchina amministrativa.
I nostri amministratori e in particolare le nuove generazioni dei nostri amministratori, devono essere messe in condizione di aiutarci a produrre un punto di vista, un orientamento nazionale riconoscibile ed identificabile sulle nuove politiche locali perché noi oggi non ce l'abbiamo.
Mi fermo qui.
Da questi e da altri punti di attacco concreti devono emergere sia il nostro profilo di identità politica, sia la vocazione ad una alternativa di governo, una vocazione al governo del cambiamento.
Noi siamo il partito che pone la questione dell’alternativa di governo sapendo bene che il tempo della semina non è quello del raccolto ma sapendo altrettanto bene che in vista del raccolto la semina ha una certa importanza.
Opposizione vuol dire opporsi e vuol dire anche lavorare visibilmente per offrire un’altra scelta ai cittadini elettori.
Dobbiamo con il congresso dare un messaggio chiaro e generoso verso l’esigenza di organizzare il campo dell’alternativa.
E chiedere altrettanta generosità a tutte le altre forze dell’opposizione.
Non siamo più nello scenario di frammentazione esasperata del sistema.
La scelta di fare il Partito Democratico ha cambiato la situazione.
Adesso abbiamo tre cose da fare: rinnovare e rafforzare noi stessi; riaprire il cantiere dell’Ulivo con movimenti politici e civici disposti ad un dialogo con noi; lavorare per un quadro ampio di alleanze politiche.
Noi non vogliamo fare da soli né ci immaginiamo da soli nel futuro.
Chi pensasse di fare da solo lucrando qualcosa dalla divisione delle forze di opposizione se ne prenderebbe la responsabilità.
Penso anzi che dobbiamo proporre già con il nostro congresso ampie alleanze democratiche e di progresso per le prossime elezioni regionali.
Noi giungiamo a questa politica di apertura con un profilo nostro, senza trattini o divisione di compiti, con un nostro modo di rivolgerci a tutta l’area del centrosinistra e a quella parte dei ceti popolari che fino a qui hanno guardato a destra.
Il profilo nostro che ho definito sociale, civico e liberale, con la forma, il linguaggio e l’organizzazione di un grande partito popolare dei tempi moderni.
Un partito che si rivolge con concretezza ai ceti popolari (lavoro, piccola impresa, famiglia, nuove generazioni).
Un partito che lavora per correggere i suoi difetti (ne abbiamo visti non pochi in questo viaggio e dovremo ritornarci con grande determinazione).
Un partito non di un uomo solo ma che vive come comunità di protagonisti, che accetta una disciplina liberamente condivisa, che lavori su un rinnovamento fatto non per via di simboli ma riconoscendo piuttosto le nuove forze che sono già in campo e aprendo loro la strada.
Un partito che riconosca finalmente che non c’è politica senza pensiero e che riprenda quindi in modo non occasionale un rapporto con le forze intellettuali.
Ovviamente un partito plurale, ma non in forma di coabitazione per quanto amichevole.
Un partito che si costruisce via via come sintesi creativa fra antiche radici e nuove culture.
Se dico sinistra, se dico popolarismo, se dico cattolicesimo democratico, se dico laicità, se dico civismo non sto parlando di correnti, sto parlando di materiali preziosi da amalgamare per costruire il nostro nuovo muro maestro, cosicché le sensibilità e i punti di vista plurali non vivano in condominio, non si balcanizzino, ma siano presenti e partecipino alla centralità di un impianto di cultura politica nuova, da trasmettere alle nuove generazioni.
Non ci sono tradizioni da ripristinare, non ho mai pensato che ci fossero tradizioni da ripristinare, anzi c'e' un contributo originale che noi possiamo dare alla crisi del riformismo europeo.
Cari amici e compagni, democratiche e democratici,
in queste settimane ho parlato di “storia e senso”, sperando che si capisse che intendevo appunto parlare di futuro.
Di un futuro che non dimentichi tutti quelli che pronunciando le parole di cui noi facciamo facile uso (libertà, giustizia, democrazia) hanno pagato un prezzo ben più alto del nostro.
Di un futuro che puoi affrontare se ti armi non di vuota retorica ma di un senso sicuro, stabile, tranquillo, convinto.
Ho detto cento volte qual è per me il senso e lo ripeto qui: mettiti dalla parte dei deboli, dei subordinati, di chi lavora, di chi produce e farai una società migliore per tutti.
Questo è il senso per me. Se non fosse vero questo, se non fosse razionale anche oggi e per il futuro guardare l’innovazione, la necessaria innovazione, con gli occhi della giustizia e della libertà di tutti, noi non avremmo un mestiere.
Invece è questo il nostro mestiere, la nostra ragione sociale, il nostro senso; quello per cui ci mettiamo in libera associazione, quello per cui diciamo a un giovane: vieni, cambiaci in meglio, combatti con noi!
Grazie e viva il Partito Democratico! |
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| monte |
| Messaggio 7078 del 13.10.2009, 12:14 |
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x Giustizia sia
Ad affermare quello che hai scritto ,hai e dovevi avere a suo tempo gli occhi e le orecchie tappate per affermare quello che dici, che e’ proprio di come lo sei sempre stato una fava col tonchio, hai anche l’aspetto.
Non sono un dipendente ,quindi il 27 per me è un giorno come gli altri ,penso che il 27 interessi a te per farti portare i soldi ed ecco perché hai questa animosità nel difendere quel signore di cui nel tuo post fai il nome.
In fatto di correttezza (ma…) dici che ha sostenuto questa Amministrazione ? Chi c’era in lista di là.
Il tempo scorre e sei rimasto la grande FAVA DI SEMPRE
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| Riese |
| Messaggio 7077 del 13.10.2009, 06:56 |
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Esteri Guerra mediatica
«Fox News non è una tv, è un partito» Obama alla resa dei conti con Murdoch
Dopo mesi di critiche, la Casa Bianca passa al contrattacco: «Opinioni mascherate da fatti»
WASHINGTON — La polemica tra la Casa Bianca di Barack Obama e Fox News data sin dall'esordio della nuova Amministrazione e risale già ai tempi della campagna elettorale. Prediletto dai repubblicani di George W. Bush, il canale d'informazione di proprietà di Rupert Murdoch non ha mai nascosto le sue simpatie politiche e non risparmia nulla al presidente democratico, comprese le calunnie, sia pur mascherate da informazione obiettiva, come quella di dare spazio alla leggenda metropolitana che Obama non è nato negli Stati Uniti.
Obama (Ap)
La Casa Bianca ha sempre risposto piccata, a volte mettendo in atto aperte rappresaglie, come quella di escludere la Fox dalle interviste presidenziali, limitare quelle dei funzionari governativi o negare le domande ai suoi giornalisti durante i briefing. Ma da ieri, il livello dello scontro si è alzato. E il quartier generale dell'Amministrazione ha messo l'elmetto. «Li tratteremo come un partito d'opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro Barack Obama e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d'informazione», ha detto al New York Times Anita Dunn, direttore delle comunicazioni della White House. Sembra quindi fallita l'apparente trattativa su una tregua, tentata in settembre nel corso di un incontro a New York tra David Axelrod, principale consigliere di Obama e il presidente di Fox News, Roger Ailes. Ma la dura dichiarazione di Dunn ha avuto come primo effetto di galvanizzare il network, che continua a registrare ottimi share ed è ormai la fonte d'informazione di riferimento dell'opinione pubblica conservatrice. «Invece di governare — è stata la risposta di Michael Clemente, uno dei vice di Ailes — la Casa Bianca si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale. Farebbe bene a riservare le sue energie ai temi che preoccupano gli elettori». In ogni caso, ha chiosato un altro dei dirigenti, Bill Shine, «ogni volta che ci attaccano, i nostri rating vanno su».
E' un fatto che la scorsa settimana, Fox abbia avuto una media giornaliera record di 1,2 milioni di spettatori, 200 mila in più dello stesso periodo nel 2008 e sopra il massimo storico del 2003, 1,1 milioni all'inizio della guerra in Iraq. Che la programmazione politica del network sia quanto meno di parte, ci sono pochi dubbi. Molto più della parte informativa, dalle 9 alle 16 e dalle 18 alle 20, che Fox con qualche argomento, difende come obiettiva, sono infatti i suoi opinionisti a farne la cifra e il successo: da Bill O'Reilly al nuovo fenomeno Glenn Beck, che definisce Obama un «razzista» e ha costretto alle dimissioni il consigliere per l'ambiente Van Jones, accusandolo di essere «un radicale anarco-comunista»; a Sean Hannity, che tratta i birthers, quelli che appunto accusano il presidente di non essere americano, come se sostenessero un argomento serio e non invece l'indegna bugia che è. Lo stesso Obama, in giugno, aveva tirato una stoccata al network, sia pur senza nominarlo: «C'è una stazione televisiva interamente dedita ad attaccare la mia Amministrazione — aveva detto —, se la guardate per un giorno sarà difficile che troviate una sola storia positiva su di me». Scegliendo di «non legittimare Fox in quanto organo d'informazione», come ha spiegato Anita Dunn, la Casa Bianca ha forse fatto il calcolo di poter recuperare le simpatie della sua base progressista, che vede il network come lo sterco del diavolo. Ma la scelta di andare allo scontro mostra anche il fianco debole dell'Amministrazione, confermandone l'ipersensibilità e l'ossessione di «controllare» il suo messaggio, che le vengono rimproverati dall'intero mondo dei media americani, compresi quelli liberal e più indulgenti verso il presidente democratico.
p.s. badate bene è OBAMA contro Murdoch (il tizio di sky).
O quando è il Berlusca a dirlo? A dire che Murdoch (proprietario anche di giornali... quelli che scrivono contro il nostro paese) in realtà fa politica? |
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| Pensieri Proibiti |
Messaggio 7076 del 13.10.2009, 06:51
Provenienza: Piaggia |
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| MAMMA LI BULGARI A RIO! |
Messaggio 7075 del 13.10.2009, 00:28
Provenienza: NISPORTINO |
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| un cittadino |
Messaggio 7074 del 12.10.2009, 22:04
Provenienza: le vie del paese |
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| Bravo Carlo, sfido qualsiasi altro cittadino riese a fare quello che hai fatto tu con i tuoi 73 anni, sei un esempio da seguire, grazie a nome di tutti i riesi, e non badare a quelli che scrivono stupidaggini contro di te, sono in malafede. |
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| Messaggio 7073 del 12.10.2009, 20:08 |
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